CHI SIAMO

Belle e accoglienti sono le Casine
esposte a mezzogiorno e al sol levante
che fan sentir felice che le volle
e con amore cura il loro aspetto
per rendere vacanza assai gradita
a chi se la concede nella vita.

Domina in alto, ameno, un Pensatoio,
luogo ideal per stimolar le idee:
in testa il Cappello Pensatore,
d’Archimeda Pitagorico Inventore.
Lontano dai rumori della gente, 
offre allo sguardo un colle digradante
verde di ulivi che vanno verso il mare.

Libera spiaggia avrai a Penna Grossa
in Riserva Marina assai protetta.
Torre Guaceto ha nome la marina,
dall’acqua cristallina ed inventare,
che, a pochi chilometri distante,
potrai raggiunger lieto la mattina.

Se sei credente e vuoi pregare in cuore,
davanti a quella statua che è in giardino,
potrai offrire un fiore colto in via 
unitamente a quel saluto antico
che dall’infanzia dice: Ave Maria!

Potrai sostar al fresca della Pineta,
sentire il grillo a graciar la rana,
frinire la cicala alla controra,
veder tortore bere alla fontana
e rondini sfiorare la piscina.

Nuotar nella Piscina, anche la sera, 
giocar sotto il Carrubo a biliardino,
vedere un film di notte nell’Arena,
contar le stelle in cielo una ad una.

Ride la primavera alle Casine,
s’accende il pesco di rosati fiori,
con il ciliegio e il mandorlo fiorisce
la nespoladorata e l’albicocco.

Esulta la campagna e dona pure,
con abbondanza, frutti della terra:
d’ogni gustosa specie le verdure.

Poi che l’estate avanza, vien l’anguria, 
vengon la pesca, il melone giallo,
pere gustose e rossi pomodori;
alla primizia verde dei fioroni
segue del fico quella zuccherina,
poi i fichi d’India, viola, bianchi e gialli,
raccolti presto al sorgere del sole
privati con perizia delle spine.

Viene l’autunno a indorar la vigna
e i grappoli succosi al pergolato
attendono soltanto la tua mano
per cogliere e gustare il dolce frutto.
Matura il cachi, matura il mandarino
e l’aria già profuma di limone;
il melogran rosseggia nel giardino.
Quando le foglie cadono, raccogli
di mandorle e di noci un bel cestino.

Ecco che arriva, mite assai, l’inverno,
ma se la sera fosse un pò freschetto, 
per riscaldar la mano infreddolita
con buona legna accendi il caminetto.
Buccia d’arancia già profuma il fuoco 
coi frutti appena colti all’agrumeto
mentre scoppietta la castagna bruna
che sulla brace è messa ad arrostire.

Quando il profumo invade la cucina
d’origano, allora e rosmarino,
il rosso fuoco del peperoncino
va insaporir vivande brindisine
degne di figurare per le nozze:
con le polpette, insieme alle braciole,
ecco il buon riso con patate e cozze.
Se poi gradite cibi a cinque stelle,
eccovi fave bianche e cicorelle,
poi preparate il vino di cantina
per ripulir in bocca ogni sapore,
quando alla mensa giunge infin servita
l’appetitoa e buona parmigiana,
filante mozzarella contadina.

Ecco, ora tocca scendere in cantina
e dar grande risalto alla cucina
scegliendo i giusti vini da stappare
accostandoli a cibi da esaltare.
Il vino negroamaro o il primitivo
di questa terra sotto il sol leone,
rosato o rosso, cime esso sia
non fa alcun torto alla Malvasia
quel vino bianco dal color dell’oro,
bevuto fresco in buona compagnia.

Se stuzzica l’idea a tutti quanti
di constar se questa è la verità,
allor venite presto, amici, in tanti
nella stagione che vi piacerà,
Su, non perdete giorni assai preziosi,
godete ogni stagione della vita,
venite al mare ed al sol di Puglia,
non vi create falso impedimento:
il tempo lieto della giovinezza,
che dura solo il lampo di un momento,
possiamo rinnovarlo con gaiezza
nei giorni di vacanza e in compagnia.